GELICIDIO APPENNINO LIGURE

In tutte le situazioni in cui abbiamo una massa d’aria molto tiepida che sovrasta una più fredda sottostante, possono verificarsi le condizioni ideali ad avere la pioggia che congela al suolo. E’ un fenomeno relativamente frequente nelle pianure centrali degli Stati Uniti, quando una circolazione d’aria calda proveniente dal Golfo del Messico, sovrascorre al di sopra di uno strato gelido con valori di temperatura inferiori allo zero costituito da masse d’aria di origine canadese. Nel nostro Paese tale dinamica può manifestarsi occasionalmente sulle regioni settentrionali; affinchè possa realizzarsi c’è necessità di avere una rapida sovrapposizione tra una massa d’aria fredda e secca (in genere veicolata da venti settentrionali oppure orientali) contro una umida e tiepida di derivazione meridionale. 

E’ un fenomeno che ha raggiunto proporzioni impressionanti nel 21 dicembre 2009, quando una forte ondata di gelo accompagnata da valori assai rigidi, fu sostituita bruscamente da una circolazione di miti correnti sud-occidentali apportatrici di nuvolosità e precipitazioni.

Il fenomeno raggiunge la massima frequenza proprio nel mese di dicembre. In questo periodo stagionale, il Mediterraneo ed il continente nord africano devono ancora smaltire parte del calore residuo dalla trascorsa stagione estiva, quando le condizioni sinottiche sono favorevoli, queste masse d’aria possono ancora essere trasportate diverse centinaia di chilometri verso nord, invadendo l’Europa ed il nord Italia.

Ad una altitudine compresa tra gli 800 ed i 1500 metri, affinchè il fenomeno possa verificarsi, l’aumento della temperatura deve essere particolarmente vigoroso. L’aria fredda più densa e pesante, rimane così incollata negli strati prossimi al suolo, l’aria tiepida, umida e leggera, scorre al di sopra, senza mescolarsi.

Una precipitazione nevosa si ritrova quindi a dover affrontare uno strato spesso anche svariate centinaia di metri, occupato da una massa d’aria calda con temperature positive. Attraversando questo strato la precipitazione nevosa si trasforma in pioggia, quando però le gocce raggiungono il suolo, vengono a trovarsi all’interno di una massa d’aria avente ancora temperature negative. Si verifica così il congelamento della pioggia sulla superficie. Talvolta possono accumularsi diversi centimetri di ghiaccio trasparente e compatto, è una condizione molto pericolosa per la viabilità e la deambulazione, estremamente dannosa per la vegetazione, le linee della corrente elettrica, la rete ferroviaria.

Tra domenica 10 e lunedì 11 dicembre, una importante situazione di maltempo ha coinvolto l’Europa centrale ed occidentale, investendo anche la Liguria. Nel giro di pochissime ore vi è stata una netta sovrapposizione tra una circolazione molto fredda di natura artica ed una meno fredda di origine polare-marittima. Quest’ultima ha preso un giro “largo”, raccogliendo davanti a sè una mole imponente di aria molto mite di derivazione basso mediterranea, veicolata sul nostro Paese da una circolazione estremamente tesa di venti sud-occidentali.

Lunedì 11 dicembre l’aria fredda artica, densa e pesante, è rimasta incollata al suolo nelle valli interne dell’Appennino Ligure di Ponente, ai piani più alti dell’atmosfera il flusso d’aria tiepida ha relegato i fiocchi sopra i 2000 metri, la pioggia che ne è conseguita ha poi dato luogo a fenomeni di GELICIDIO sulla Valle Stura, Val d’Orba e Val Bormida.





Abbiamo deciso di proporvi anche un paio di immagini della mareggiata che è stata altrettanto imponente, con onde alte sino ad 8 metri e mare in condizioni di tempesta. Anche qui danni rilevanti alle infrastrutture.

Un paio di giorni più tardi, abbiamo fatto un ulteriore sopralluogo in zona per verificare gli accumuli di ghiaccio lungo lo spartiacque del Turchino. Lungo il crinale i depositi di ghiaccio sono risultati molto importanti ed i danni alla vegetazione estremamente consistenti. Numerosi sono stati gli alberi d’alto fusto abbattuti.

Nelle fotografie qui proposte, alcune immagini di questo impressionante fenomeno e le sue disastrose conseguenze sulla vegetazione.





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